Accordo Stato-Regioni 2025: cosa cambia per la formazione online
Il nuovo Accordo Stato-Regioni riscrive le regole della formazione sicurezza, anche e-learning. Cosa significa davvero per un ente di formazione e perché la piattaforma che usi adesso conta più di prima.
Se gestisci un ente di formazione, il nuovo Accordo Stato-Regioni del 2025 non è una di quelle novità che puoi rimandare. Riscrive le regole della formazione sulla sicurezza, e tocca da vicino il modo in cui eroghi i corsi, soprattutto quelli online.
Provo a spiegare cosa cambia in concreto, senza linguaggio da circolare, e perché la piattaforma su cui lavori oggi conta più di quanto sembri.
Cosa cambia, in parole semplici
L'Accordo unifica e aggiorna le regole su chi deve fare formazione, su quante ore, e soprattutto su come quella formazione va erogata e documentata. La parte che pesa di più per chi fa e-learning è una: non basta più mettere un video online e dare per scontato che chi lo guarda impari.
Servono garanzie verificabili. Che il corsista abbia davvero seguito il corso, che non possa saltare i contenuti, che il percorso sia tracciato passo dopo passo e che tutto resti documentato per un eventuale controllo. In altre parole, la piattaforma deve poter dimostrare cosa è successo, non solo erogare il contenuto.
Cosa NON si può portare online (e cosa sì)
Un punto su cui c'è molta confusione: non tutta la formazione si può fare in asincrono. Alcuni corsi restano obbligatoriamente in aula o in modalità sincrona, perché prevedono pratica o interazione diretta.
Altri invece si possono erogare in e-learning asincrono, ed è lì che un ente può davvero scalare: la formazione generale dei lavoratori, diversi aggiornamenti, una parte degli obblighi a basso rischio. Sono proprio i corsi ad alto volume e ricorrenti, quelli che ripeti decine di volte all'anno per persone diverse.
La differenza tra "carico una volta ed erogo a ripetizione" e "rifaccio l'aula ogni volta" è enorme, sia in termini di tempo che di margine. Ma puoi sfruttarla solo se la piattaforma è in regola.
Perché la piattaforma che usi adesso conta
Qui arriva il punto pratico. Molti enti gestiscono ancora i corsi con un misto di Drive, email, fogli e magari un LMS generico nato per altro. Funziona finché nessuno ti chiede di dimostrare niente.
Con il nuovo Accordo le cose cambiano. La piattaforma deve gestire, come parte del suo funzionamento normale:
- Il tracciamento delle presenze e dell'avanzamento, in modo verificabile e non aggirabile.
- Il blocco dello "skip": il corsista non può saltare avanti per arrivare prima al test.
- Verifiche e attestati collegati al percorso effettivamente svolto.
- La documentazione per l'audit, pronta da mostrare in caso di controllo.
Sono gli stessi requisiti che da anni si esprimono con lo standard SCORM. Quello che serve oggi è una piattaforma che li rispetti per davvero, non sulla carta.
Il nodo della proprietà dei dati
C'è poi una scelta di fondo che vale la pena fare ora, mentre stai comunque mettendo mano alla piattaforma: di chi sono i dati dei tuoi corsisti?
Con la maggior parte dei servizi in abbonamento, i dati vivono sui server del fornitore, paghi per ogni utente, e se un domani vuoi cambiare ti porti dietro un bel po' di vincoli. L'alternativa è avere una piattaforma installata sul tuo cloud, con i dati che restano tuoi e nessun costo che cresce a ogni corsista in più.
Non è una questione solo tecnica. Per un ente di formazione i dati dei corsisti, gli storici e gli attestati sono un patrimonio. Tenerli sotto il proprio controllo, su un'istanza propria, è una posizione molto più solida che affittarli a vita da un fornitore esterno.
Cosa farei, se fossi al tuo posto
Non serve farsi prendere dal panico, ma nemmeno aspettare il primo controllo per scoprire che la piattaforma non regge. Il percorso sensato è:
- Capire quali dei tuoi corsi si possono portare in asincrono e quali no. Da soli quelli ricorrenti giustificano spesso l'investimento.
- Verificare se la piattaforma attuale copre i requisiti dell'Accordo (tracciamento, anti-skip, attestati, audit). Se la risposta è "non lo so", è già una risposta.
- Decidere chi deve possedere i dati: tu o il fornitore. È molto più facile sceglierlo adesso che dopo.
Se vuoi, possiamo guardare insieme la tua situazione in una chiamata. Ti dico in modo onesto cosa è già a posto, cosa va sistemato e se ha senso passare a una piattaforma di tua proprietà, conforme al nuovo Accordo, senza venderti moduli che non ti servono. Da lì decidi tu.
Hai un processo che potresti semplificare?
Trenta minuti in videocall, gratuiti e senza impegno. Mi racconti dove perdi tempo oggi, ti dico se posso esserti utile.