Google manda meno clic ai siti: come scrivere pagine che l'AI legge bene
Quando Google risponde con un riassunto fatto dall'AI, le persone cliccano su un sito circa la metà delle volte. Il sito di una piccola attività serve ancora, ma va scritto in modo che la macchina lo legga giusto. Cosa dice Google, come l'AI legge una pagina e cinque controlli da fare sul proprio sito.
Quando cerchi qualcosa su Google, sempre più spesso in cima trovi un riassunto scritto dall'AI. Lo leggi, e spesso ti fermi lì.
Il Pew Research Center l'ha misurato seguendo per tutto il mese di marzo 2025 le ricerche di 900 adulti americani. Con il riassunto in pagina, le persone hanno cliccato su un sito nell'8% delle visite; senza, nel 15%. Sui link dentro il riassunto ha cliccato circa una persona su cento.
Si cerca di più, si clicca di meno
Il 28 ottobre Alphabet, la società di Google, ha pubblicato i conti del trimestre. Le ricerche crescono al ritmo più alto degli ultimi cinque anni e i ricavi della ricerca sono saliti del 12%. Le entrate degli annunci che Google mette sui siti degli altri sono salite dell'1,4%.
Detto semplice: la gente cerca più di prima, ma la risposta resta su Google.
In Italia se n'è occupata anche l'AGCOM, l'autorità per le comunicazioni. Con la delibera 104/26/CONS del 29 aprile, su segnalazione della federazione degli editori di giornali (FIEG), ha chiesto alla Commissione europea di indagare sui riassunti AI di Google in base al regolamento europeo sui servizi digitali. Deciderà Bruxelles, con i suoi tempi.
Chi ha un negozio, uno studio o un ristorante intanto ha un problema più vicino: chi non lo conosce ancora legge di lui in un riassunto scritto da una macchina. Conviene che la macchina abbia trovato le informazioni giuste.
Cosa dice Google
Google ha una pagina ufficiale per chi ha un sito e vuole comparire nelle Panoramiche AI e nella Modalità AI. La risposta è meno misteriosa di quello che si legge in giro: non servono ottimizzazioni speciali. Valgono le regole di sempre:
- la pagina deve essere tra quelle che Google conosce e può mostrare con un estratto;
- le informazioni importanti devono essere scritte come testo;
- i dati scritti apposta per Google (orari, indirizzo, prezzi) devono corrispondere a quello che si vede sulla pagina;
- la scheda dell'attività su Google deve essere aggiornata.
Google scrive anche che non servono file nuovi né testi speciali per l'AI. Se qualcuno ti propone un pacchetto per «ottimizzare il sito per l'intelligenza artificiale» fatto di file da aggiungere, chiedigli quale riga di quella pagina sta seguendo.
Come legge una pagina la macchina
C'è però un dettaglio che cambia il modo di scrivere. Questi sistemi non leggono una pagina dall'inizio alla fine come farebbe un cliente: la tagliano a pezzi e poi pescano il pezzo che risponde alla domanda.
Google lo spiega nella documentazione di Agent Search, il servizio che vende alle aziende per costruire i propri motori di ricerca con l'AI: ogni pezzo è lungo al massimo 500 token, cioè circa 300-400 parole di testo inglese (in italiano qualcuna in meno). Google non dice se i riassunti della sua ricerca usano gli stessi numeri. Il principio però è quello, e il 31 ottobre un blog di chi scrive documentazione tecnica, I'd Rather Be Writing, ne ha ricavato delle regole pratiche. Tradotte per il sito di un'attività:
- Ogni sezione deve stare in piedi da sola. Se il pezzo con gli orari dice «vedi sopra», chi lo pesca non sa sopra a cosa.
- Titoli che dicono cosa c'è sotto. «Orari di apertura» funziona, «Info» no: staccato dal resto, un titolo vago non dice niente.
- Titoli veri, non frasi in grassetto. Chi ti fa il sito conosce la differenza: nel codice della pagina i titoli hanno un segno apposta. Una frase solo grande e in grassetto, per la macchina, è una frase come le altre.
- Niente informazioni solo nelle immagini. Il menù in foto, il listino in un volantino, gli orari dentro una grafica: tu li vedi, la macchina spesso no. Scrivili anche come testo.
- Tabelle piccole. Un listino da cinquanta righe va diviso in gruppi, ognuno con il suo titolo.
Lo stesso vale per i documenti interni. Un agente che risponde sulle procedure di un'azienda le legge a pezzi nello stesso modo: un regolamento scritto bene per i colleghi è già metà del lavoro.
La verifica da dieci minuti sul tuo sito
- Chiedi all'AI cosa sa di te. Apri Gemini o ChatGPT e scrivi: «Cosa sai di [nome dell'attività] a [città]? Orari, servizi e prezzi.» Segnati cosa sbaglia o cosa si inventa: di solito è quello che il tuo sito non dice in modo chiaro.
- Orari, indirizzo e telefono sono testo? Prova a selezionarli col mouse. Se non si selezionano, sono un'immagine.
- Leggi solo i titoli della pagina. Ognuno ti dice di cosa parla la parte sotto?
- Ogni servizio ha la sua sezione? «Facciamo di tutto» non risponde a nessuna domanda. «Riparazione caldaie a domicilio, anche il sabato» sì.
- La scheda Google dice le stesse cose del sito? Se gli orari sono diversi, la macchina sceglie da sola quale credere.
Se il sito l'hai fatto con l'AI, prima di tutto questo c'è un altro controllo, che ho spiegato quando ho scritto di cosa chiede Google ai siti fatti con l'intelligenza artificiale: chi ha riletto i testi prima di pubblicarli.
Presentio Siti Vetrina
Per le piccole attività, con due sviluppatori, ho costruito Presentio Siti Vetrina. Le pagine vengono preparate prima e messe online già pronte, come testo: chi le apre, persona o macchina, trova subito quando sei aperto e come contattarti.
Orari, prezzi e foto li cambi tu con una password, quando vuoi, oppure li cambiamo noi. Così quello che legge Google resta quello vero. Prima vedi la bozza della prima pagina, e se non ti convince non paghi niente; se va bene, il sito è pronto in poche ore e si pubblica sul tuo dominio.
In pratica
Stasera fai la prova del punto 1: bastano due minuti. Se l'AI racconta la tua attività giusta, sei a posto. Se sbaglia, sai già cosa scrivere meglio sul sito.
Se il sito va rifatto o non ce l'hai, mandaci l'indirizzo su presentio.it e ti rispondiamo in poche righe, senza impegno. Se invece vuoi capire dove l'AI può aiutare tutta l'azienda, c'è il Check-up AI: dieci domande in tre minuti. Oppure parliamone, 30 minuti gratis.
Fonti: Pew Research Center, studio del 22 luglio 2025 sulle ricerche Google di marzo 2025; Alphabet, risultati del terzo trimestre 2026 (28 ottobre 2026); Google Search Central, pagina sulle funzioni AI e il tuo sito; Google Cloud, documentazione di Agent Search sulla suddivisione dei documenti; AGCOM, delibera 104/26/CONS del 29 aprile 2026; I'd Rather Be Writing, articolo del 31 ottobre 2026 sulla suddivisione dei contenuti per gli agenti.
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